YANNARUNA MUSICA MEDICINA

La Musica Medicina è un genere musicale profondamente spirituale e rituale, radicato nelle tradizioni indigene del Sud, Centro e Nord America. Si tratta di canti sacri, spesso eseguiti in spagnolo o in lingue native (come il Quechua, il Náhuatl o il Lakota), che prendono ispirazione dai canti cerimoniali dei popoli nativi e vengono utilizzati in rituali di guarigione, cerimonie sciamaniche e pratiche ancestrali. Ho conosciuto la musica medicina fin dal 2001 quando ho fatto il mio primo viaggio in Perù e in questi ultimi 25 anni l’ho spesso cantata davanti al fuoco sacro e nei rituali e cerimonie a cui ho partecipato con i nativi. Oggi questo tipo di musica è reinterpretata da numerosi artisti contemporanei che mescolano tradizione e modernità.

Il progetto di musica medicina “Yannaruna”, nasce dal mio incontro con Guido Tronconi, produttore, arrangiatore e fondatore dello studio di registrazione Down Town di Pavia. Tutto inizia attraverso l’dea di realizzare alcuni miei brani musicali con il proposito di fondere i canti rituali sciamanici propri della tradizione dei nativi americani, alla canzone d’autore. Per rimanere fedele all’idea originale dei canti nativi, tutti i testi sono stati scritti e cantati in spagnolo, lingua che ben si presta a questa fusione. Nasce così il primo album di Yannaruna “Agradece a la luna” dove partecipano al progetto anche due esponenti illustri della cultura dei nativi americani: Martina Mamani Arosquipa, sciamana e curandera delle Ande del Perù e Doug Good Feather, guida spirituale Lakota Sioux, pronipote di Toro Seduto. Il progetto si è poi nel corso degli anni sviluppato ulteriormente attraverso l’album “Hombres en camino” del 2022 e l’album dal vivo “El paso del Nagual” nel 2023. Sul finire del 2024 esce il singolo “Hijos de la Pachamama” con la collaborazione musicale con artisti internazionali quali di Paz Shanti, Pepe Alva e Guillermo Martin. Nel 2025 esce il singolo “Tiempo de cosecha“. Nel 2026 è prevista l’uscita del nuovo album “Corazon de puma“. 

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LA SCELTA DEL NOME YANNARUNA

Molti anni fa, nel 2014 quando conobbi Martina Mamani a Cusco, ci fu un divertente aneddoto legato al mio nome. Martina durante la nostra presentazone pensò mi chiamassi Luigi Yannaruna e rimase impressionata dalla somiglianza fra il mio cognome ed il termine “yana-runa”, che in lingua andina quechua, significa “gente nera”. Gli Yanaruna erano un’antica etnia parte della mitologia andina e presente nei racconti dei nonni che Martina ascoltava da bambina. La leggenda narrava dell’arrivo di alcuni giganti neri, probabilmente dall’Africa, molti secoli prima di Colombo, che unendosi alla popolazione andina Quechua, diedero vita ad una nuova stirpe chiamata appunto Yanaruna. Gli Yanaruna erano dei danzatori guerrieri, invincibili maestri nell’arte del combattimento. Stringevano in mano lunghe lance ed avevano piccoli coltelli sapientemente annodati alle punte dei loro lunghissimi capelli che facevano roteare mettendo in fuga il nemico. L’immagine del guerriero nello sciamanesimo viene spesso usata come metafora, per descrivere colui che combatte contro i propri demoni o lati ombra, per trasformarli ed integrarli, procedendo nel cammino della consapevolezza spirituale. Da qui nasce il nome di “Yannaruna”, un incrocio fra il mio cognome e la leggendaria popolazione guerriera.

IL MESSAGGIO DEL PROGETTO

Attingendo ai canti sciamanici, si vuole recuperare la capacità della musica di avvicinarci allo Spirito, alla Madre Terra ed alla comprensione della vita, tornando a dare a quest’arte, un significato più elevato, esistenziale e mistico.  Il canto e la musica, nella tradizione sciamanica, rappresentano senza dubbio un modo straordinario di connessione all’Universo ed ai mondi spirituali, diventando anche un mezzo potentissimo di guarigione. Gli sciamani sanno curare le malattia attraverso i canti di “potere”: la vibrazione del tamburo e la melodia della voce, si fondono all’intento di guarigione dei “curanderos” ottenendo un forte potere curativo. I canti sciamanici puliscono le nostre emozioni, toccando il nostro cuore e la nostra anima. Attraverso la musica possiamo quindi tornare a curare noi stessi, gli altri ed il pianeta. L’Arte diventa così cura.

LO SCOPO UMANITARIO

Questo progetto discografico non ha finalità di lucro. Anzi, a livello economico, sostiene altri progetti di grande valore sociale e culturale.

Il primo progetto a cui stanno andando gli aiuti è quello di Martina Mamani, sciamana e curandera delle Ande peruviane e discendente della famiglia dei sacerdoti e guardiani del tempio di Wiraqocha a Raqchi. Martina sta costruendo un centro di medicina tradizionale a Raqchi, nel distretto di Cusco a circa 3500 metri. Sulle Ande, ogni anno purtroppo gli incendi mettono a rischio numerose piante che già sono in via d’estinzione. Il sogno di questo centro di cura è quello di poterle preservare ed avere un terreno, uno spazio, per poterle far crescere e conservare. Una parte dei proventi del progetto Yannaruna, andranno ad aiutare Martina a conservare la conoscenza dei suoi antenati. Martina ha già quasi finito di costruire una parte del centro che funzionerà come scuola di medicina tradizionale, è ancora in costruzione la parte dove lavorare e seccare le piante, ed una ulteriore parte per coltivare e conservare queste piante sacre. Con il nostro appoggio Martina, potrà realizzare questo centro, la cui finalità più alta, oltre a quella di custodire il sapere della medicina tradizionale andina, è quella di salvare vite umane attraverso la medicina ancestrale.

Il secondo progetto finanziato è quello di Doug Good Feather, guida spirituale della tribù Lakota Sioux e discendente diretto di Toro Seduto. Doug è il fondatore del Lakota Way Healing Center di Denver, Colorado, un’organizzazione no-profit dedicata ad aiutare le persone con traumi, dipendenze e senzatetto attraverso la spiritualità indigena dei nativi americani. Il Lakota Way Healing Center si basa sui valori e le virtù spirituali del popolo Lakota. Integra la saggezza degli anziani e l’energia di guarigione della cerimonia per aiutare nel recupero e dare assistenza alle persone in grande difficoltà e spiritualmente disconnesse, che soffrono e che sono al crocevia della loro vita. Il lavoro di questo centro si concentra su programmi che supportano la salute, il benessere e le cerimonie che connettono spiritualmente con Madre Terra attraverso la saggezza degli antenati. Il Lakota Way Healing Center utilizza dei programmi certificati “White Bison Wellbriety”, per i trattamenti specializzati in alcool e droghe, utilizzando un metodo particolare progettato dai nativi americani. L’inclusione di un pasto è parte integrante del metodo perché simboleggia un’offerta al Creatore, così come un dono di guarigione per tutti coloro che sono presenti. Doug sta attualmente acquistando un terreno vicino a Denver dove il Lakota Healing Center ha trovato la sua sede. Una parte dei proventi del progetto Yannaruna, andranno ad aiutare Doug ad allestire un campo con la possibilità di ospitare persone in difficoltà e creare così una piccola comunità di guarigione fondata sugli insegnamenti del popolo pellerossa Lakota.

Il terzo progetto porta aiuto ad alcune famiglie della comunità Q’ero sulle Ande. La leggenda narra che i  Q’eros siano gli eredi di quei sacerdoti e sciamani che avendo avuto in visione l’arrivo dei conquistatori spagnoli, si sono nascosti sulle vette più alte delle Ande. La Nazione Q’ero è attualmente composta da cinque comunità indigene adiacenti: Kiku, Hapu, Markachea, Q’eros Totorani e Hatun Q’eros, situate nel distretto di Paucartambo, all’interno del dipartimento di Cusco, a 200 chilometri a nord-est dell’antica capitale inca di Cusco, in Perù. I loro villaggi tra le nuvole si estendono ad altitudini che arrivano a 5000 metri sul livello del mare e i dati storici, li considerano come gli ultimi eredi della Cultura e delle tradizioni Inca. I miei contatti con i Q’eros sono iniziati nel 2001 e successivamente nel 2006 ho preso parte di una spedizione per raggiungere Hatum Q’ero. Il legame con questo popolo è sempre stato forte ed il progetto musicale vuole sostenere e rendere più dolce possibile l’integrazione di questa antica comunità nella società peruviana. 

LA REGISTRAZIONE 432 Hz

Il progetto è stato registrato interamente con strumenti acustici ed elettrici intonati a 432 Hz. Tutte le opere classiche fino a metà del 1900 sono state realizzate con questa intonazione detta anche “LA Verdiano”. Durante la seconda guerra mondiale il gerarca nazista Joseph Goebbels riuscì ad imporre un cambio della frequenza dell’intonazione a 440 Hz che venne adottata come nuovo standard. Molti ricercatori e studiosi concordano sul fatto che l’uso dell’intonazione a 440 Hz generi un effetto malsano sull’ambiente e sugli esseri viventi, provocando cambiamenti nei nostri pensieri e nel DNA.
Viceversa la musica in 432 Hz guarisce l’anima, la mente ed il corpo fisico migliorando in particolare il cuore ed il cervello umano. La musica a 432Hz trasmette armonia, gioia e pace interiore. Intensifica le emozioni positive, libera da blocchi energetici e favorisce la guarigione. Come disse Pitagora “esiste un punto in cui l’armonia musicale e quella spirituale convergono”.

AIUTACI E COLLABORA CON NOI

Per sostenere questo progetto musicale, se hai la possibilità di diffondere ad amici o vuoi organizzare un evento o concerto, contattami al 335 6861712 (Luigi) o scrivi a info@munay.it. Grazie.

VIDEO YANNARUNA SU YOUTUBE

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