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YANNARUNA

COME NASCE IL PROGETTO

Il progetto Yannaruna, nasce dall’incontro fra il sociologo e musicista milanese Luigi Jannarone, esperto di cultura sciamanica indio-americana e Guido Tronconi, produttore, arrangiatore e fondatore dello studio di registrazione Down Town di Pavia. Il progetto è quella di realizzare alcuni brani musicali che Luigi aveva scritto con il proposito di fondere i canti rituali sciamanici propri della tradizione dei nativi americani, alla canzone d’autore ed al pop rock. Per rimanere fedele all’idea originale dei canti nativi, tutti i testi sono stati scritti e cantati in spagnolo, lingua che ben si presta a questa fusione. Partecipano al progetto discografico anche due esponenti illustri della cultura dei nativi americani: Martina Mamani, sciamana e curandera delle Ande del Perù e Doug Good Feather, guida spirituale Lakota Sioux, pronipote di Toro Seduto.

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LA SCELTA DEL NOME YANNARUNA

Molti anni fa, quando Luigi Jannarone conobbe Martina Mamani a Cusco, ci fu un divertente aneddoto legato al nome Yannaruna. Martina rimase impressionata dalla somiglianza fra il cognome di Luigi (Jannarone) ed il termine “yana runa”, che in lingua andina quechua, significa “gente nera”. Gli Yanaruna erano un’antica etnia parte della mitologia andina e presente nei racconti degli anziani che Martina ascoltava da bambina. La leggenda narrava dell’arrivo di alcuni giganti neri, probabilmente dall’Africa molti secoli prima di Colombo, che unendosi alla popolazione andina Quechua, diedero vita ad una nuova stirpe chiamata appunto Yanaruna. Gli Yanaruna erano dei danzatori guerrieri, invincibili maestri nell’arte del combattimento. Stringevano in mano lunghe lance ed avevano piccoli coltelli sapientemente annodati alle punte dei loro lunghissimi capelli che facevano roteare mettendo in fuga il nemico. L’immagine del guerriero nello sciamanesimo viene spesso usata come metafora, per descrivere colui che combatte contro i propri “lati ombra” per trasformarli ed integrarli, procedendo nel cammino della consapevolezza spirituale. Martina iniziò quindi a chiamare amichevolmente Luigi col soprannome di “Yannaruna”, un incrocio fra il suo cognome e la leggendaria popolazione guerriera.

IL MESSAGGIO DEL PROGETTO

La musica è arte.  Come arte la sua finalità è quella di dare voce al significato della vita e dell’esistenza umana. Attingendo ai canti sciamanici, si vuole recuperare proprio quella capacità della musica di avvicinarci alla comprensione della vita, tornando a dare a quest’arte, un significato più elevato, esistenziale e mistico che ha da sempre avuto la musica nella cultura umana.  Il canto e la musica, nella tradizione sciamanica, rappresentano senza dubbio un modo straordinario di connessione all’Universo ed ai mondi spirituali, diventando anche un mezzo potentissimo di guarigione. Gli sciamani sanno curare le malattia attraverso i canti di “potere”: la vibrazione del tamburo e la melodia della voce, si fondono all’intento di guarigione dei “curanderos” ottenendo un forte potere curativo. I canti sciamanici puliscono le nostre emozioni, toccando il nostro cuore e la nostra anima e gli sciamani ci insegnano che attraverso la musica possiamo tornare a curare noi stessi, gli altri ed il pianeta.

LO SCOPO UMANITARIO

Questo progetto discografico non ha finalità di lucro. Anzi, a livello economico, l’intero costo di 10,00 euro sosterrà altri tre progetti di grande valore sociale e culturale.

Il primo progetto a cui andranno gli aiuti è quello di Martina Mamani, sciamana e curandera delle Ande peruviane e discendente della famiglia dei sacerdoti e guardiani del tempio di Wiraqocha a Raqchi. Martina sta costruendo un centro di medicina tradizionale a Raqchi, nel distretto di Cusco a circa 3500 metri. In questo tempo di pandemia, la popolazione di Raqchi è stata colpita maniera durissima dalla pandemia da Covid 19. La comunità conta circa 200 famiglie e la metà di queste famiglie sono state contagiate dal virus. Si stanno curando soltanto con piante ed erbe della medicina tradizionale, senza poter andare in ospedale, utilizzando i principi attivi dell’aglio, dell’eucalipto, del rosmarino, della camomilla, della calendula e della salvia. Ogni anno purtroppo gli incendi mettono a rischio numerose piante che già sono in via d’estinzione. Il sogno di questo centro di cura è quello di poterle preservare ed avere un terreno, uno spazio, per poterle far crescere e conservare. Martina Mamani e la comunità di Raqchi avranno cura di queste piante sacre che potranno servire soprattutto adesso, in questo tempo difficile di pandemia. Una parte dei proventi del progetto Yannaruna, andranno ad aiutare Martina a conservare la conoscenza dei suoi antenati. Martina ha già iniziato a costruire una parte del centro che funzionerà come scuola di medicina tradizionale, ma ancora manca completamente la parte dove lavorare e seccare le piante, ed una ulteriore parte per coltivare e conservare queste piante sacre. Con il nostro appoggio Martina, potrà realizzare questo centro, la cui finalità più alta, oltre a quella di custodire il sapere della medicina tradizionale andina, è quella di salvare vite umane.

Il secondo progetto finanziato è quello di Doug Good Feather, guida spirituale della tribù Lakota Sioux e discendente diretto di Toro Seduto. Doug è il fondatore del Lakota Way Healing Center di Denver, Colorado, un’organizzazione no-profit dedicata ad aiutare le persone con traumi, dipendenze e senzatetto attraverso la spiritualità indigena dei nativi americani. Il Lakota Way Healing Center si basa sui valori e le virtù spirituali del popolo Lakota. Integra la saggezza degli anziani e l’energia di guarigione della cerimonia per aiutare nel recupero e dare assistenza alle persone in grande difficoltà e spiritualmente disconnesse, che soffrono e che sono al crocevia della loro vita. Il lavoro di questo centro si concentra su programmi che supportano la salute, il benessere e le cerimonie che connettono spiritualmente con Madre Terra attraverso la saggezza degli antenati. Il Lakota Way Healing Center utilizza dei programmi certificati “White Bison Wellbriety”, per i trattamenti specializzati in alcool e droghe, utilizzando un metodo particolare progettato dai nativi americani. L’inclusione di un pasto è parte integrante del metodo perché simboleggia un’offerta al Creatore, così come un dono di guarigione per tutti coloro che sono presenti. Doug sta attualmente acquistando un terreno vicino a Denver dove il Lakota Healing Center troverà la sua sede. Una parte dei proventi del progetto Yannaruna, andranno ad aiutareDoug ad allestire un campo con la possibilità di ospitare persone in difficoltà e creare così una piccola comunità di guarigione fondata sugli insegnamenti del popolo pellerossa Lakota.

Il terzo è un progetto italiano il “Faro di Praglasso” a Pietra Gavina (PV), ideato dall’associazione culturale Cielo Terra e Musica di Pavia. Il progetto vuole portare la musica al centro di un programma socio culturale, dove la possibilità di aggregazione unita ad un percorso di crescita psico-sociale, sia parte di un processo creativo ed educativo fondato sul rispetto della natura e sull’armonia della vita in condivisione. L’associazione Cielo Terra e Musica sta lavorando per ristrutturare e dar vita ad un bellissimo luogo, immerso nella natura, sopra Varzi a circa 900 metri, all’interno del parco del Monte Alpe. Sarà la sede di progetti non solo musicali, che mirano a recuperare l’antico borgo di Praglasso e trasformarlo in un centro di aggregazione, incentrato sul benessere psicofisico, utilizzando la musica, lo sport e la meditazione, come strumenti di crescita personale e spirituale. L’obbiettivo è creare una struttura completamente realizzata in bioedilizia, ed a basso consumo energetico, sfruttando tutte le grandi risorse del luogo ben esposto a sud con bosco adiacente, sorgente d’acqua e murature in pietra. All’interno del progetto vi saranno la realizzazione di un piccolo ostello per artisti e famiglie, di uno studio di registrazione e produzione multimediale, di una cucina attrezzata anche per la panificazione e ben tre spazi polifunzionali dove svolgere le attività al chiuso. Per quanto riguarda l’ospitalità, verranno create piazzole per campeggiare ed una foresteria con letti a castello in stile rifugio alpino. I lavori sono iniziati nel 2019 per progettare e realizzare i preventivi necessari per attrezzare gli spazi a disposizione.

LA REGISTRAZIONE 432 Hz

Il progetto è stato registrato interamente con strumenti acustici ed elettrici intonati a 432 Hz. Tutte le opere classiche fino a metà del 1900 sono state realizzate con questa intonazione detta anche “LA Verdiano”. Durante la seconda guerra mondiale il gerarca nazista Joseph Goebbels riuscì ad imporre un cambio della frequenza dell’intonazione a 440 Hz che venne adottata come nuovo standard. Molti ricercatori e studiosi concordano sul fatto che l’uso dell’intonazione a 440 Hz generi un effetto malsano sull’ambiente e sugli esseri viventi, provocando cambiamenti nei nostri pensieri e nel DNA.
Viceversa la musica in 432 Hz guarisce l’anima, la mente ed il corpo fisico migliorando in particolare il cuore ed il cervello umano. La musica a 432Hz trasmette armonia, gioia e pace interiore. Intensifica le emozioni positive, libera da blocchi energetici e favorisce la guarigione. Come disse Pitagora “esiste un punto in cui l’armonia musicale e quella spirituale convergono”.

AIUTACI E COLLABORA CON NOI

Per sostenere questo progetto musicale, se hai la possibilità di diffondere ad amici o vuoi organizzare un evento o concerto, contattami al 335 6861712 (Luigi) o scrivi a info@munay.it. Grazie.

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